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Rammendo è più chic di toppa

dicembre 18, 2014

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Il tempestivo articolo di Emanuele Piccardo “Piano mediatico” ha messo in luce i limiti delle recenti proposte progettuali elaborate, sotto l’egida di Renzo Piano, dal gruppo di giovani progettisti denominato G124. Il tema progettuale di fondo è la periferia con i suoi variegati problemi e risorse.

Il successo dell’operazione avviata da Piano appare subito evidente in termini pubblicitari e nel riscontro con la politica. Non è un caso che il governo Renzi preveda di stanziare nella prossima legge di stabilità circa 200 milioni per il “rammendo” delle periferie. Renzo Piano è un professionista capace, inoltre dimostra di muoversi con agilità per ottenere un rapido coinvolgimento dell’opinione pubblica. L’idea di rammendo urbano intercetta abilmente un certo immaginario e vocabolario salottiero.

Rammendo suona certamente più chic e sartoriale del suo sinonimo popolare “toppa”. Eppure il momento è importante perché la parola periferia possa risuonare nel mondo della politica. In particolare dopo che la politica ha espulso per anni dal dibattito pubblico la riflessione sulla città contemporanea. Ci si chiede dunque se e quali rammendi possano contribuire a migliorare la qualità complessiva delle nostre città.

continua su archphoto:

http://www.archphoto.it/archives/3320

Luca Guido. 32 tavoli di leggerezza

ottobre 13, 2014
©fotografia di Enrico Cano

©fotografia di Enrico Cano

La mostra [Renzo Piano Building Workshop:Piece by Piece] è senza dubbio uno degli eventi curatoriali più significativi realizzato negli ultimi anni nel mondo della cultura architettonica italiana. Non si tratta di una semplice mostra retrospettiva, bensì di un tentativo di illustrare un metodo progettuale, una dimostrazione di fiducia nelle risorse offerte dalla professione architettonica.

Ne emerge uno sguardo fiducioso verso il futuro, un atteggiamento convincente, un invito a praticare la disciplina architettonica alla ricerca della leggerezza, della luce, della precisione tecnologica. La mostra, a cura dello studio Renzo Piano Building Workshop e della la Fondazione Renzo Piano, rientra nelle attività della “Biennale Internazionale di Architettura-Barbara Cappochin”, importante momento culturale che coinvolge la città di Padova sin dal 2003. Tuttavia le aspirazioni di questa biennale padovana mirano ad avere rilievo e carattere internazionale.

Il testo completo su Archphoto:

http://www.archphoto.it/archives/2506

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