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La Sala Conferenze G8 alla Maddalena: un giudizio architettonico

settembre 5, 2010

L’ ambiguità di tale opera, malauguratamente per il suo progettista, è in quell’ aver  “vissuto” uno dei più estesi episodi italiani di spreco di denaro pubblico, corruzione e mala-politica. L’ intera operazione G8 alla Maddalena dimostra come sia difficile uscire immuni dai compromessi, perfino da quelli morali: l’ edificio a sbalzo sul mare non è semplicemente la risposta “architettonica” ad una funzione,  bensì, oggi è  il simbolo di un tentativo ambizioso a cui è sfuggito volutamente il nodo politico della vicenda. In questo edificio perfino la ricerca del luogo sembra risultare simulata. Non importa che ci si trovi a Marsiglia o in Sardegna, la soluzione dell’ edificio a sbalzo sull’ acqua pare essere l’ unica proposta “vincente” in grado di partorire la mente dell’ architetto. Si tratta di una prassi  già sperimentata da Boeri nei progetti (non realizzati) per i waterfront di Siracusa e Napoli: trovata una soluzione è utile riciclarla, perfezionarla fino a ricadere in modelli di dogmatismo e freddezza vincolati ad una sgradevolezza asettica ed apparentemente intellettualistica.  Tutto il progetto dell’ edificio è poi frutto di meccanismi retorici ingenui e privi di carattere. Il parallelepipedo della sala conferenze incombe pesante sul piazzale e sull’ acqua,  incapace di produrre un momento di diastole spaziale da contrapporre alla compressione generata dalla modesta quota d’ imposta dell’ estradosso del primo solaio, mentre l’ enorme   ascensore/piattaforma interno e la sala vetrata a sbalzo sul mare, col pedante foro circolare nel solaio di calpestio, suonano come soluzioni di un’ ovvietà disarmante, utili espedienti di edonismo comunicativo atti a celebrare retoricamente il potere dei leader politici che avrebbero dovuto presiedere un vertice che non vi ha avuto luogo. Alla Maddalena non è stato realizzato alcun edificio degno di elevarsi ad Architettura. Nonostante quanto pensino i supporter e gli eventuali gosthwriter del progettista, la Sala Conferenze e il resto del complesso degli edifici del G8 abortito, raccontano di una vicenda di squallida cronaca e di compromissione morale che investe tecnici, costruttori, politici italiani: mai più vorremmo vedere spendere tanto denaro senza procedure di evidenza pubbliche, soprattutto per quanto riguarda il conferimento degli incarichi professionali e la gestione degli appalti.

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Chiarimenti da Stefano Boeri Architetti: riflessioni sulla Maddalena

febbraio 23, 2010

In omaggio a tutte le persone oneste che hanno lavorato ai progetti della Maddalena vi propongo alcuni preziosi chiarimenti ricevuti dallo studio Boeri. Rimango tuttavia ancora in attesa delle scuse per le menzogne scritte sul mio conto nella prima risposta a firma di Stefano Boeri (per ricostruire la vicenda: archivio G8-la Maddalena). In effetti senza il mio primo articolo-inchiesta, che ha preceduto lo scandalo giudiziario, oggi non avremmo neppure i seguenti chiarimenti.

Luca Guido


Caro Luca, ti rispondo ora a nome di Stefano Boeri Architetti. Metto in cc anche il Direttore Prestinenza Puglisi, chiedendo la pubblicazione di questo approfondimento, se lo riterrà interessante, al fine di fornire dati approfonditi ai suoi lettori. Le questioni rivolte personalmente a Stefano Boeri le affronterete tra voi, se sarà il caso, ma provo a far chiarezza sul ruolo dello studio e sugli importi delle opere, in quanto coordinatore generale del progetto per Stefano Boeri Architetti (e come co-curatore del libro Effetto Maddalena assieme a Francisca Insulza). Il testo è lungo perchè la vicenda è complessa e bisogna analizzarla nella sua totalità. Mi sono trattenuto il più possibile da valutazioni personali e considerazioni generali, sulle quali sarò felice di avere uno scambio di opinioni con te in un altro contesto o quando avremo occasione di vederci. Ciao Michele Brunello

1. Gli Incarichi:

Schema Sintetico degli incarichi a Stefano Boeri Architetti :

Dicembre 2007- Marzo 2008:  consulenza per la definizione degli assetti urbanistici ed architettonici per il Summit G8, per chiamata diretta da parte di Bertolaso e Soru, assieme a due colleghi.

Aprile- Giugno 2008: estensione della consulenza alla redazione del Progetto Preliminare dei lotti 4 e 5 dell’ex Arsenale Militare con incarico dalla Struttura di Missione

Luglio 2008- Maggio 2009: Incarico di Progettazione Architettonica Definitiva ed Esecutiva per i lotti 4 e 5 dell’Ex- Arsenale, con nomina da parte delle imprese che hanno vinto l’appalto integrato sul progetto preliminare andato in gara.

Ti riassumo alcuni passaggi della vicenda, di per se’ molto complessa, per andare un pò più a fondo sulle questioni.

Nel dicembre del 2007, insieme ad altri due colleghi (Mario Cucinella e Daniela Antonucci), Stefano Boeri è stato chiamato da Guido Bertolaso e da Renato Soru a svolgere una consulenza circa la definizione degli assetti urbanistici ed architettonici del Summit G8 programmato per Luglio 2009 a La Maddalena dal Governo Prodi (con un decreto del Settembre 2007). La condizione di urgenza era evidente, poichè mancavano solo 16 mesi all’evento e bisognava fare dei lavori enormi, e non c’erano i tempi per predisporre i progetti istruendo concorsi di idee e percorrendo un iter ordinario.

Si potrebbe facilmente obiettare che se se la politica si fosse mossa prima ci sarebbe stato più tempo e si sarebbero potuti predisporre i lavori con modalità ordinarie , oppure che si sarebbe potuto fare il G8 da un altra parte e cominciare la conversione dell’Ex Arsenale con i tempi e i metodi ordinari, ma queste sono valutazioni politiche nelle quali non penso vogliamo entrare in merito in questa sede.

Sul perché Boeri sia stato chiamato per questa consulenza, tieni conto che sia Bertolaso che Soru sapevano della prolungata esperienza di Stefano Boeri e dello studio nella progettazione di realtà portuali mediterranee. Negli ultimi 15 anni  ha lavorato moltissimo nelle aree portuali, elaborando progetti e piani per i porti di Genova, Napoli, Trieste, Cagliari, Salonicco e Marsiglia, senza contare molte altre realtà portuali minori come Mitilene, Siracusa, Castellamare. A Marsiglia sta progettando un Museo del Mediterraneo che ha molte analogie con i progetti per La Maddalena.  A questo bisogna aggiungere la dettagliata conoscenza dell’arcipelago di La Maddalena e degli assetti paesaggistici e territoriali della Sardegna, che possono aver suggerito la  scelta come consulente per la rapidissima riconversione programmata (immediatamente dopo il G8) dell’ex Arsenale della Marina Militare in un grande polo nautico polifunzionale.

Questa fase iniziale si è svolta a stretto contatto con Soru, Bertolaso e con i rappresentanti delle istituzioni locali e con altri esperti di grandi eventi; un lavoro che si è poi protratto – nell’aprile del 2008 – con un incarico di consulenza per la redazione del Progetto Preliminare per una parte centrale dell’ex Arsenale ( i lotti 4 e 5). Il programma riguardava i luoghi dove avrebbero dovuto lavorare le delegazioni, pensato come cuore del futuro polo nautico (lotto 4) e un hotel interno all’Arsenale (Lotto 5). Il discusso Hotel a 5 stelle dell’Ex ospedale Mlitare, di cui si parla molto nelle cronache a causa delle intercettazioni di Casamonti, è un altro progetto, redatto da altri progettisti – prima Facchini e poi Archea – in un altro sito all’esterno del perimetro dell’Ex Arsenale che non ci ha riguardato minimamente.

L’ incarico per questa  consulenza al Progetto Preliminare dei lotti 4 e 5 è stato formalizzato dalla Struttura di Missione (rappresentata da Angelo Balducci), braccio operativo della Protezione Civile e del Commissario per quanto riguardava le infrastrutture, che ha avuto funzione di  Stazione Appaltante dei Progetti Preliminari per i quali abbiamo fatto la consulenza. Le gare si sono svolte  tra Maggio e Giugno, e sono state bandite dalla Struttura di Missione (con imprese selezionate da una short list determinata dalle restrizioni relative alle garanzie tecnico-economiche e di qualificazione, oltre ai requisiti di sicurezza che le procedure imponevano). I progettisti sono stati nominati successivamente all’aggiudicazione e noi non conoscevamo nessuna delle imprese vincitrici.

Ad Agosto 2008 sono cominciate le opere (c’erano meno di 10 mesi per finirle e il lavoro era enorme), e siamo stati nominati dalle imprese vincitrici  Progettisti per il progetto Definitivo ed Esecutivo dei lotti per i quali avevamo fatto la consulenza del Preliminare (Anemone Costruzioni per il lotto 4 e Nuove Infrastrutture per il lotto 5). I motivi di questa chiamata possono essere vari, ma il più importante riguarda sicuramente la conoscenza del progetto che si andava a realizzare in virtù del nostro ruolo nelle fasi precedenti, oltre alla conoscenza del territorio e delle istituzioni locali; un aspetto cruciale in un lavoro da realizzarsi in tempi strettissimi.

Ti puntualizzo che l’incarico si limitava alla redazione delle relazioni e degli elaborati della parte architettonica, e al solo supporto all’impresa per i restanti documenti (i computi, i capitolati, i piani di sicurezza etc.). Questi sono sicuramente i limiti di un appalto integrato, perdipiù su Progetto Preliminare, che comprime eccessivamente il ruolo del progettista, ma anche questa è una questione da affrontare in altra sede.

In ogni caso eravamo anche esclusi da ogni ruolo di direzione lavori, direzione artistica, e coordinamento di cantiere. Ben consapevoli delle difficoltà e dei limiti del nostro incarico abbiamo cercato di svolgerlo al meglio. Nel corso dei 10 mesi a La Maddalena abbiamo fornito i disegni come da contratto, ma ci siamo preoccupati anche di seguire il cantiere, seppur senza poteri effettivi, al fine di mantenerne la qualità.

Come potrai leggere sul libro “Effetto Maddalena, uscito prima delle vicende di questi giorni , questi mesi di lavoro sono stati intensi e sfiancanti, con grandi conflitti con i vari soggetti coinvolti, e sono stati affrontati da noi con grande onestà intellettuale, professionale e materiale.

Ti basti pensare che Stefano Boeri ha coinvolto più di 50 giovani architetti ed ingegneri in quest’operazione, tra cui almeno cinque studi esterni (molti Sardi). Tutte queste forze si sono concentrate anche nell’ operare come una sorta di “ufficio tecnico” a disposizione del Comune di La Maddalena, affrontando e cercando di risolvere problemi e questioni relativi ad altre parti dell’arcipelago (come il Porto Storico e la zona dismessa di Punta Rossa), perché eravamo consapevoli che l’eredità di un grande evento deve essere diffusa su tutto il territorio in cui quest’ultimo si svolge.

La rendicontazione economica di questo approccio inclusivo e generoso, aggiunta al fatto che dobbiamo ancora essere saldati completamente delle imprese per i lavori svolti, ci fa essere ancora più arrabbiati. Mentre noi abbiamo lavorato per più di dieci mesi  giorno e notte da progettisti, assieme a 1600 operai che lavoravano su tre turni,  per un bilancio che si avvicina al pareggio, pare che alcuni personaggi pensavano ad arricchirsi o a scambiarsi favori personali.

L’ombra di discredito gettato sull’operazione de La Maddalena coinvolge, in una tragica semplificazione, gli sforzi di centinaia di persone che con il loro lavoro avevano pensato di aver compiuto un miracolo positivo. Siamo animati in questo momento da una grossa rabbia nei confronti delle persone che hanno discreditato e offuscato il nostro lavoro con dei comportamenti illeciti, e nei confronti di chi semplifica e fa “di tutta un erba un fascio”. E’ emerso che probabilmente questo sistema “gelatinoso”  ha lavorato sottotraccia vicino a noi, mimetizzandosi nelle Strutture dello Stato, all’insaputa nostra e di gran parte Protezione Civile.

Avevamo annusato qualcosa nell’aria? Sicuramente la procedure straordinarie suscitavano delle perplessità, ma erano solo accelerazioni delle procedure e non l’eliminazione delle stesse,  così come non era facile lavorare con la segretazione delle opere motivata da questioni di sicurezza legata alla presenza dei Capi di Stato. in ogni caso quelle erano le regole del gioco imposte e collaudate dalle istituzioni e dall’apparato dello Stato per il quale lavoravamo, e sicuramente non lasciavano trasparire il “milieu” criminogeno emerso da alcune intercettazioni. Ma anche queste sono valutazioni che forse dobbiamo fare un altra sede.

Spero, nonostante questa divagazione finale,  di aver chiarito la questione degli incarichi.
2. I costi delle Opere
Ecco le specifiche dimensionali dettagliate dei due lotti di cui ci siamo occupati:
Lotto 4 Casa e Padiglione del Mare (1 edificio nuovo e 4 recuperi): 15.642 mq

lotto4 edifici

Superfici

Casa del mare 2.230 mq
Sup. Coperta Padiglione del mare (Sup Utile 4657mq) 9.540 mq
Arcate dell’arsenale 2.700 mq
Stecca Impianti Centrali Generali 720 mq
Reparto Elettrico 452 mq
Superficie lotto 4 EDIFICI 15.642 mq
Superficie lotto 5 AREE ESTERNE E RETI GENERALI 48.476 mq

Lotto 5 Residenza dell’Arsenale (4 edifici nuovi e 1 recupero): 14.200 mq

lotto 5 Superfici
Superficie lotto 5 EDIFICI 14.200 mq
Superficie lotto 5 AREE ESTERNE E RETI GENERALI 36.521 mq

Ti premetto che sui costi non possediamo dati ufficiali finali poichè noi, in quanto progettisti, non ci siamo mai seduti ai tavoli che trattavano le questioni economiche tra committente, soggetto attuatore, direzione lavori e imprese. Tuttavia, per quanto di nostra conoscenza,  la vicenda dei costi delle opere si può riassumere in questi 2 passaggi.
1. I dati specifici sui lotti pubblicati ancora oggi sul sito della Protezione Civile a noi risultano essere gli importi previsti dai preliminari andati in gara d’appalto, comprese le maggiorazioni. Queste maggiorazioni, che hanno prodotto un aumento dei costi rispetto al prezziario della Regione Sardegna del 57% sono così suddivise e motivate: il 30% in ragione della condizione di lavoro in “un’isola nell’isola”, il 15% per un programma lavori per cui erano “previsti tre turni lavorativi” e di un 12% per il “rispetto del crono programma”. Le maggiorazioni sembrano uno degli elementi più discutibili e controversi dell’intera vicenda. In ogni caso sono state previste dalla stazione appaltante fin dall’inizio e applicate ai costi delle opere (non alle parcelle dei progettisti). Secondo i dati della DPC uno schema sintetico è quindi questo:

Lotto 4 Casa e Padiglione del Mare:

Totale di SLP costruita (1edificio nuovo e 4recuperi):15.642 mq

Importo da sito Protezione Civile :   € 52.100.000,00 Costo delle opere Euro /MQ:   3.330,78 €

Lotto 5 Residenza dell’Arsenale:

Totale di SLP costruita (4 Edifici nuovi e 1 recupero): 14.200 mq

Importo da sito Protezione Civile :   € 48.400.000  Costo delle opere Euro /MQ:   3.408,45 €
2. Se  fossero invece confermati i costi che abbiamo potuto visionare negli incartamenti del progetto durante le battute finali della vicenda (non avevamo incarico di redazione dei computi e non sedevamo ai tavoli di contrattazione ), a noi risulta un costo medio di circa 4.450 euro al metro quadro per gli edifici del lotto 4 e di circa 2.500 euro al metro quadro per i cinque edifici del lotto 5. Dati, attenzione, al netto delle maggiorazioni. Per le sistemazioni esterne e le reti infrastrutturali generali, il costo oscillia tra i 150 euro/mq del lotto 4 e di 60 euro/mq del lotto 5.  Non possiamo valutare i costi defintivi comprese le maggiorazioni perchè queste sono state oggetto di contrattazione ex-post tra il Soggetto Attuatore Prof. Calvi e le imprese, a seguito dell’art. 17 del decreto terremoto, che dava le linee guida (con effetto retroattivo) per risparmiare sulle opere del G8 a La Maddalena a seguito dello spostamento del Summit all’Aquila. Non sappiamo gli esiti precisi di questa contrattazione al ribasso, se non nella cifra totale di tutte le opere connesse al G8, che ha fatto scendere a 327 milioni il costo previsto  di 377 milioni di euro  (come da sito Protezione Civile). Ad essere sinceri non sappiamo se i 40 milioni di Euro sborsati dai gestori di MITA Resort (Gruppo Marcegaglia) dopo la gara di affidamento dell’Arsenale in concessione per 40 anni  siano stati inclusi in questo conteggio. Per lo stesso motivo, e poichè i computi scorporati li ha redatti e contrattati l’impresa, non sono a nostra disposizione i dati scorporati finali rispetto ai singoli edifici ma dobbiamo fare una media del lotto.

Queste tabelle che abbiamo ricostruito danno un idea di massima:

Costi lotto 4 EDIFICI mq 15.642 € 70.597.890,23 €/mq 4.450,00
Costi lotto 4 AREE ESTERNE E RETI GENERALI mq 48.476 €    7.591.691,19 €/mq 156,61
Costo lotto 5 EDIFICI mq 14.200 € 36.408.612,97 €/mq 2.563,99
Costo lotto 5 AREE ESTERNE E RETI GENERALI mq 36.521 €    2.399.557,50 €/mq 65,70

Per aggiungere degli ulteriori elementi sappiamo che c’era un trattamento particolare rispetto all’iva del Lotto 4 a differenza del lotto 5, e quindi la proiezione dei costi comprese maggiorazioni del 57% potrebbe essere di circa 100 ml di euro per il Lotto 4 (6390 €/mq) e di 60 milioni di euro per il lotto 5 (4200€/mq) , cifra che vediamo confermata da alcuni dati apparsi sui giornali. Tuttavia questa è una nostra proiezione in eccesso non confermata dai documenti in nostro possesso (i documenti indicano quanto lo schema sopra). Per quanto ci riguarda e per i documenti progettuali in nostro possesso possiamo solo dire che non ci risulta nessun “gonfiaggio” dei costi delle opere e nessuna irregolarità relativa alle opere di nostra competenza, fermo restando quanto detto sopra sulle maggiorazioni.
3. Le Persone
Ti allego qui sotto il colophon dell’operazione, che riguarda le sole persone coinvolte direttamente da Stefano Boeri e sulle quali, avendoci lavorato assieme, ci sentiamo di garantire la totale correttezza professionale, intellettuale e morale. Ti prego di tenerne conto pensando che, non riconoscendo anche i lati positivi dell’operazione, si discredita il lavoro di tutti questi architetti la cui età media è intorno ai trent’anni. Tutti noi siamo dei testimoni privilegiati per produrre dei punti di vista su quanto successo, e sarebbe bello confrontarsi, mentre trovo molto riduttivo “scegliere una parte” nel solito gioco degli schieramenti attaccando solo Boeri e non volendo creare un luogo di riflessione seria e esaustiva su quanto successo e quanto sta succedendo.

LA MADDALENA G8 project  – January 2008 /June 2009 Stefano Boeri Architetti
Architectural design Stefano Boeri With Michele Brunello (Coordinamento Generale) Davor Popovic (Responsabile Progetto Architettonico Main Conference e Area Delegati) Barbara Cadeddu  (Responsabile Progetto Interventi Extra Arsenale) 2+1 Officina Architettura (Responsabile Progetto Architettonico Definitivo Residenza dell’Arsenale) Vincenzo Vella (Responsabile Progetto Architettonico Esecutivo Residenza dell’Arsenale) Liverani / Molteni architets (ResponsabilI Progetto Architettonico Edificio Catering) Marco Brega (Direttore Studio Stefano Boeri)   And: Javier Deferrari (Main Conference, Area Delegati) Andrea Grippo (Masterplan e Sistemazioni Esterne, Area Delegati)   And with: Eugenio Feresin (Residenza dell’Arsenale) Marco Tradori (Residenza dell’Arsenale) Costantina Verzì  (Sistemazioni Esterne) Marco Dessì (Sistemazioni Esterne) Marco Giorgio  (Main Conference) Mario Bastianelli (Main Conference) Daniele Barillari (Visualizzazioni Main Conference, Area Delegati) Maurizio Burragato (Area Delegati) Andrea Barbierato (Area Delegati)   With the contribution of: Alessandro Agosti, Lorenza Baroncelli, Stefano Baseggio, Edoardo Boi, Walter Dejana, Kristina Drapic, Moataz Faissal Farid, Alessandro Gioffrè, Francisca Insulza, Inge Lengwenus, Piergiorgio Loi, Corrado Longa, Yari Marongiu, Stefano Onnis, Angela Parozzani, Fabrizio Piras, Chiara Quinzii, Davide Rapp, Sebastian Russi, Vittorio Secci.   Consultants Arredi e Sistemazioni Esterne: Maddalena De Ferrari e Andrea Balestrero A 12 Landscape: Emanuela Borio e Laura Gatti Consulenza Tecnica: Favero & Milan Illuminotecnica: Ferrara Palladino Video: Attu Studio Visualizzazioni Lotto 4: Stack Studios Visualizzazioni Lotto 5: Studio Cast & Ello  e Arch. Gianni Dedola Plastici: ON & OFF e Sebastiano Conti Gallienti Interior Design Hall e Presidential Suite Hotel: Antonio Marras con Stefania Beltrame

Tabella costi G8 e altre opere

febbraio 21, 2010

https://lucaguido.wordpress.com/2010/02/18/i-costi-dell%E2%80%99-architettura/

https://lucaguido.wordpress.com/2010/02/18/qualita-e-%E2%80%9Crisultati-positivi%E2%80%9Da-9000-euro-al-metro-quadro-replica-a-stefano-boeri/

1) “Vulcano Buono” a Nola (NA) di Renzo Piano (2007). Costo al mq pari a 1200 euro. Costo totale di 180 milioni di euro per un progetto che si sviluppa su un’area di 450.00 mq di cui 150.000 mq costruiti. Il complesso comprende un albergo, un ipermercato, un cinema multisala (9 sale per 2500 spettatori), una galleria doppia altezza, 150 negozi, ristoranti, bar, un centro benessere, una piazza esterna e 7000 posti auto (cfr. Wikipedia).

2) Fiera di Milano di Massimiliano Fuksas (2005). Costo al mq pari a 1400euro. Costo totale di 750 milioni di euro autofinanziati dalla Fondazione Fiera, per una massa critica dell’ intervento di 530.000 mq di superficie lorda pavimentata, su 2 milioni di superficie fondiaria sistemata (cfr. Repubblica 01/04/2005).

3) Museo Guggenheim di Bilbao di Frank Gehry (1997). Costo al mq pari a 3500 euro. Costo totale dell’ opera 132 milioni di euro da parte del comune di Bilbao, di cui 84 per la costruzione e per le opere di urbanizzazione, 36 per l’acquisto della collezione, 12 per entrare a far parte della Fondazione Guggenheim; 24.000 mq di superficie espositiva. Oltre 1 milione di visitatori l’anno, 5083 nuovi posti di lavoro, 30 milioni di euro all’anno di nuove entrate fiscali derivanti da Iva e Irpef e un incremento del PIL per l’intera Regione Basca calcolato nello 0,62% dopo solo due anni di attività (cfr. La Stampa 29/12/2000).

Questi primi tre casi mostrano i costi di due investimenti privati e un noto intervento pubblico realizzato in Spagna (il cui costo al mq. resterebbe attualizzato se si dovessero scorporare gli interventi di urbanizzazione). Ne possiamo dedurre dunque una grande attenzione all’investimento e alle sue ricadute economiche. Le opere citate inoltre hanno suscitato dibattito architettonico e l’attenzione della critica. Ma cosa succede in Italia sul fronte delle grandi opere e del Pubblico?

4) MAXXI a Roma di Zaha Hadid (2009). Costo al mq pari a 7100 euro (che si abbassa a poco meno di 3700 euro al mq se consideriamo che la cifra totale comprende anche la sistemazione degli esterni). Costo totale di 150 milioni di euro per un progetto di 21.200 mq di spazi interni, 19.640 mq di spazi esterni, 113.000 mc realizzati. Tra i 200.000 e i 400.000 visitatori previsti l’ anno (cfr. comunicati stampa MAXXI).

5) Palazzo delle conferenze e area delegazioni alla Maddalena -lotto4– di Stefano Boeri (2009).

Costo al mq pari a 9294 euro per le sole superfici costruite. Costo complessivo delle opere 100 milioni di euro circa secondo l’ ipotesi peggiore (70,5 milioni di euro da quanto ci è stato gentilmente comunicato dallo Studio Boeri); Sistemazione aree esterne e reti generali 48.476 mq (altri 7,5  milioni di euro sempre da quanto comunicato dallo Studio Boeri), Casa del mare 2.230 mq, Arcate dell’ arsenale 2700 mq, Stecca impianti centrali generali 720 mq, Reparto elettrico 452 mq, superficie coperta area delle delegazioni 9.540 mq, di cui 4657 mq di superficie utile costruita.  Se nel calcolo del costo/mq si tiene conto della copertura/tettoia dell’ area delegazioni, esclusi i 4657 mq che ricadono sotto la stessa copertura, il costo euro/mq è di 6390, con il risultato che copertura e pavimentazione sottostante hanno un’incidenza media superiore ai 6000 euro/mq). Per onore di cronoca informiamo che il costo al mq calcolato sul totale di 70,5 milioni di euro è pari a 6561 euro/mq per le sole superfici costruite e di 4500 euro/mq se consideriamo il totale della copertura.

Faccio presente che a questo intervento andrebbero aggiunte svariate decine di milioni di euro di spese “propedeutiche” e di bonifica, i risparmi ottenuti per il trasferimento del G8, e naturalmente i costi aggiuntivi per la riparazione dei danni avvenuti dopo 8 mesi di abbandono, tutte spese che chiaramente non ho conteggiato nel costo di costruzione.

Per gli ultimi due interventi è tuttavia obbligatoria una doverosa precisazione: il progetto del MAXXI è stato affidato alla Hadid a seguito della vittoria di un concorso, prevede delle considerevoli ricadute economiche, sociali e culturali e soprattutto è un’opera che simbolicamente doveva dimostrare l’interesse dello Stato centrale nei confronti del contemporaneo. Inoltre a difesa della Hadid vi è da precisare che la copertura finanziaria è arrivata scaglionata, comportando continui blocchi del cantiere e di conseguenza una riformulazione economica a causa dell’entrata in vigore della nuova normativa sismica.

L’intervento della Maddalena dimostra invece come i piani di gestione turistica possano diventare piani di spoliazione del territorio e di come i beni dello Stato si possano svendere ai privati dopo aver investito ingenti risorse. Le cifre in gioco nella vicenda G8 alla Maddalena mostrano uno Stato totalmente incapace di realizzare un effettivo sviluppo del territorio dilapidando viceversa pubblico denaro.

Nella sola area dell’arsenale sono stati spesi circa 200 milioni di euro per demolire, bonificare ed edificare.

Cosa ci faranno non è dato sapere poiché “la gestione dell’ex Arsenale se l’è invece aggiudicata, per 40 anni, la Mita Resort di Emma Marcegaglia. Un ottimo affare per il presidente di Confindustria, che ha messo le mani sulla struttura a un prezzo di saldo: 40 milioni allo Stato e 28 (in 40 anni) alla Regione Sardegna” (ed un passivo di oltre 100 milioni per la collettività)

http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/02/news/maddalena_bertolaso-2160424/

Spero dunque che anche altri intervengano sulle reali questioni sollevate, fornendoci spunti di riflessione e magari informazioni sui costi dei propri progetti.

Operazione Maddalena: Zero posti di lavoro, 327 milioni di euro e miliardi di dubbi sui riscontri culturali dell’operazione Maddalena! Una spesa così ampia meritava un dibattito che non c’è mai stato.

Qualità e “risultati positivi”a 9000 euro al metro quadro? (Replica a Stefano Boeri)

febbraio 18, 2010

(“I costi dell’ architettura” è stato pubblicato in: http://www.presstletter.com/articolo.asp?articolo=2448 e si può consultare anche da questo blog, per leggere la risposta di Stefano Boeri al mio articolo “I costi dell’ architettura” vi segnalo il link: http://www.presstletter.com/articolo.asp?articolo=2459)


Quanta tristezza nel constare che un professore universitario come Stefano Boeri debba ricorrere ad una menzogna per confutare le idee di chi ha svolto un’inchiesta sui costi etici ed economici dell’architettura. L’insoddisfacente e, a mio giudizio, poco autorevole risposta rispetto ai reali argomenti da me trattati si riflettono in un immotivato (e, credo, ridicolo) attacco  personale. Replico brevemente:

-Non sono mai stato bocciato ad alcun esame (ma era forse questo l’oggetto del mio articolo?).

-La correttezza e la trasparenza di quanto da me riferito era garantita dai link agli articoli di Repubblica pubblicati nella loro consequenzialità cronologica. Tuttavia posso convenire sul fatto che il mio circostanziato articolo non si prestava a letture frettolose, sbadiglianti e/o annoiate.

-Paolo Berizzi, come risulta dal suo articolo del 02/02/2010, conferma pienamente quanto riferito in precedenza e racconta anche dei lavori di riparazione eseguiti dopo il suo servizio denuncia (tra cui la sistemazione di “uno dei portelloni laterali della Casa sull’acqua” -si riferisce forse alla struttura di rivestimento divelta dal vento?!-).

-L’opportunità di pubblicare le foto “live” con i ministri si è commentata da sola con la sparizione dal sito di Abitare del testo, delle osservazioni dei lettori e delle stesse foto.

A questo punto vorrei ritornare alle reali questioni sollevate dal mio articolo “I costi dell’architettura”.

Con le indagini in corso sugli appalti del G8, le problematiche trattate sono divenute a tutti più chiare: nonostante il dovuto garantismo, non resta che affermare che le procedure utilizzate alla Maddalena sucitino più di qualche perplessità.

Le indagini giudiziarie mi hanno turbato ed intristito, e credo che abbiano dimostrato la fondatezza di alcune preoccupazioni che avevo enunciato nel mio già citato articolo.

Purtroppo nessuno ci dirà perché in origine furono adottate speciali misure di riservatezza e segretezza (concesse dal governo Prodi e confermate da quello Berlusconi) e quali garanzie poteva dare ad esempio la chiamata in corsa di Marco Casamonti, professionista che appare coinvolto in operazioni poco chiare.

Tuttavia la figura di Casamonti ci permette di fare un ragionamento. Il personaggio è stato salutato fino all’anno scorso come il nuovo, anche dai giovanissimi, mentre risulta ora inquisito per corruzione e turbativa d’asta in altri due diversi processi (per quest’ultimo reato tra gli altri indagati figurano, a quanto e’ risultato dalle cronache dei giornali, membri di importanti studi): Sotto quali e quante vesti può essere ripercorso un disinibito approccio all’architettura?

Ci chiediamo se la forzata occupazione mediatica delle riviste di architettura e dei dibattiti non sia il primo passo per creare un sistema di consenso attorno alle complesse figure di direttore di rivista/professore universitario/architetto.

Nel recente passato siamo stati abituati a definire come corrotti, vecchi e sorpassati gli architetti che negli anni ’80 (collusi con il partitismo della Prima Repubblica) rappresentavano lo star-system italiano, ma il “nuovo” che avanza appare, per alcuni aspetti, molto peggio del “vecchio”.

Un discorso a parte meritano invece i costruttori edili: una questione su cui riflettere è come sia possibile che in Italia si affidino i destini di grandi opere pubbliche o di grandi trasformazioni urbane, anche di iniziativa privata, a delle modestissime società a “responsabilità limitata” mentre nella scelta dei progettisti il legislatore e le stazioni appaltanti si premurano di richiedere fatturati e capacità economiche spesso assolutamente fuori dalla portata della stragrande maggioranza dei liberi professionisti. A giudicare da quanto riporta la stampa, gli appalti della Maddalena sono stati affidati, per decine e decine di milioni di euro in condizioni di emergenza, a società che più che l’esperienza nel settore erano capaci di vantare conoscenze nel mondo dell’architettura e della politica e si sono conclusi col risultato, poco evidenziato dalla stampa nazionale, della beffa fraudolenta alle imprese sarde subappaltatrici che non sembra abbiano ricevuto le loro spettanze, come sfortunatamente è emerso da una interrogazione parlamentare degli onn. Scanu, Calvisi e Melis (cfr. Il Sardegna del 9 febbraio 2010).

Anche il potere da parte delle imprese di chiamare direttamente architetti progettisti, consulenti e direttori dei lavori ci appare oggi molto discutibile: se sotto il profilo procedurale tutto è stato fatto a norma di legge, dobbiamo pensare che i lavori si siano svolti anche secondo le “esigenze architettoniche” e le indicazioni delle varie figure professionali.

Dunque gli episodi di presunti aumenti dei costi nei progetti per la realizzazione del palazzo delle conferenze e dell’area delegati di 28 milioni di euro e per l’albergo di 70 milioni (come di dichiara telefonicamente a più riprese un compiaciuto Marco Casamonti) sarebbero vergognosi se la magistratura dimostrasse il coinvolgimento di altri tecnici.

http://www.corriere.it/cronache/10_febbraio_13/Appalti-e-costi-gonfiati-anche-del-50-per-cento-fioernza-sarzanini_0617359e-1870-11df-adbd-00144f02aabe.shtml

La professione e il mestiere dell’architetto sono oggi al centro della nostra discussione e le considerazioni sulle “ambiguità morali dell’architettura”, citate da Rem Koolhaas nel suo famigerato articolo sulla Maddalena, http://www.newitalianblood.com/index.pl?pos=02.00&item=1497&lang=it viceversa ne sono il doveroso contrappunto. Riflessioni geopolitiche che ricordano il gossip, valutazioni dell’edonismo berlusconiano, promozione mediatica e sbandieramento di superiorità morale ci appaiono oggi come mera spazzatura priva anche di qualsiasi valore informativo.

Mi avvio a concludere proponendovi una sorta di tabella commentata per un invito a riflettere sulle modalità di affidamento degli incarichi, degli appalti e naturalmente sui costi di costruzione.

1) “Vulcano Buono” a Nola (NA) di Renzo Piano (2007). Costo al mq pari a 1200 euro. Costo totale di 180 milioni di euro per un progetto che si sviluppa su un’area di 450.00 mq di cui 150.000 mq costruiti. Il complesso comprende un albergo, un ipermercato, un cinema multisala (9 sale per 2500 spettatori), una galleria doppia altezza, 150 negozi, ristoranti, bar, un centro benessere, una piazza esterna e 7000 posti auto (cfr. Wikipedia).

2) Fiera di Milano di Massimiliano Fuksas (2005). Costo al mq pari a 1400

euro. Costo totale di 750 milioni di euro autofinanziati dalla Fondazione Fiera, per una massa critica dell’ intervento di 530.000 mq di superficie lorda pavimentata, su 2 milioni di superficie fondiaria sistemata (cfr. Repubblica 01/04/2005).

3) Museo Guggenheim di Bilbao di Frank Gehry (1997). Costo al mq pari a 3500 euro. Costo totale dell’ opera 132 milioni di euro da parte del comune di Bilbao, di cui 84 per la costruzione e per le opere di urbanizzazione, 36 per l’acquisto della collezione, 12 per entrare a far parte della Fondazione Guggenheim; 24.000 mq di superficie espositiva. Oltre 1 milione di visitatori l’anno, 5083 nuovi posti di lavoro, 30 milioni di euro all’anno di nuove entrate fiscali derivanti da Iva e Irpef e un incremento del PIL per l’intera Regione Basca calcolato nello 0,62% dopo solo due anni di attività (cfr. La Stampa 29/12/2000).

Questi primi tre casi mostrano i costi di due investimenti privati e un noto intervento pubblico realizzato in Spagna (il cui costo al mq. resterebbe attualizzato se si dovessero scorporare gli interventi di urbanizzazione). Ne possiamo dedurre dunque una grande attenzione all’investimento e alle sue ricadute economiche. Le opere citate inoltre hanno suscitato dibattito architettonico e l’attenzione della critica. Ma cosa succede in Italia sul fronte delle grandi opere e del Pubblico?

Vediamo dunque se in Italia l’investitore pubblico ha la stessa capacità gestionale del privato:

1) MAXXI a Roma di Zaha Hadid (2009). Costo al mq pari a 7100 euro (che si abbassa a poco meno di 3700 euro al mq se consideriamo che la cifra totale comprende anche la sistemazione degli esterni). Costo totale di 150 milioni di euro per un progetto di 21.200 mq di spazi interni, 19.640 mq di spazi esterni, 113.000 mc realizzati. Tra i 200.000 e i 400.000 visitatori previsti l’ anno (cfr. comunicati stampa MAXXI).

2) Palazzo delle conferenze e area delegazioni alla Maddalena -lotto4– di Stefano Boeri (2009).

Costo al mq pari a 9294 euro per le sole superfici costruite. Costo complessivo delle opere 100 milioni di euro circa secondo l’ ipotesi peggiore (70,5 milioni di euro da quanto ci è stato gentilmente comunicato dallo Studio Boeri); Sistemazione aree esterne e reti generali 48.476 mq (altri 7,5  milioni di euro sempre da quanto comunicato dallo Studio Boeri), Casa del mare 2.230 mq, Arcate dell’ arsenale 2700 mq, Stecca impianti centrali generali 720 mq, Reparto elettrico 452 mq, superficie coperta area delle delegazioni 9.540 mq, di cui 4657 mq di superficie utile costruita.  Se nel calcolo del costo/mq si tiene conto della copertura/tettoia dell’ area delegazioni, esclusi i 4657 mq che ricadono sotto la stessa copertura, il costo euro/mq è di 6390, con il risultato che copertura e pavimentazione sottostante hanno un’incidenza media superiore ai 6000 euro/mq). Per onore di cronoca informiamo che il costo al mq calcolato sul totale di 70,5 milioni di euro è pari a 6561 euro/mq per le sole superfici costruite e di 4500 euro/mq se consideriamo il totale della copertura.

Faccio presente che a questo intervento andrebbero aggiunte svariate decine di milioni di euro di spese “propedeutiche” e di bonifica, i risparmi ottenuti per il trasferimento del G8, e naturalmente i costi aggiuntivi per la riparazione dei danni avvenuti dopo 8 mesi di abbandono, tutte spese che chiaramente non ho conteggiato nel costo di costruzione.

Per gli ultimi due interventi è tuttavia obbligatoria una doverosa precisazione: il progetto del MAXXI è stato affidato alla Hadid a seguito della vittoria di un concorso, prevede delle considerevoli ricadute economiche, sociali e culturali e soprattutto è un’opera che simbolicamente doveva dimostrare l’interesse dello Stato centrale nei confronti del contemporaneo. Inoltre a difesa della Hadid vi è da precisare che la copertura finanziaria è arrivata scaglionata, comportando continui blocchi del cantiere e di conseguenza una riformulazione economica a causa dell’entrata in vigore della nuova normativa sismica.

L’intervento della Maddalena dimostra invece come i piani di gestione turistica possano diventare piani di spoliazione del territorio e di come i beni dello Stato si possano svendere ai privati dopo aver investito ingenti risorse. Le cifre in gioco nella vicenda G8 alla Maddalena mostrano uno Stato totalmente incapace di realizzare un effettivo sviluppo del territorio dilapidando viceversa pubblico denaro.

Nella sola area dell’arsenale sono stati spesi circa 200 milioni di euro per demolire, bonificare ed edificare.

Cosa ci faranno non è dato sapere poiché “la gestione dell’ex Arsenale se l’è invece aggiudicata, per 40 anni, la Mita Resort di Emma Marcegaglia. Un ottimo affare per il presidente di Confindustria, che ha messo le mani sulla struttura a un prezzo di saldo: 40 milioni allo Stato e 28 (in 40 anni) alla Regione Sardegna” (ed un passivo di oltre 100 milioni per la collettività)

http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/02/news/maddalena_bertolaso-2160424/

Spero dunque che anche altri intervengano sulle reali questioni sollevate, fornendoci spunti di riflessione e magari informazioni sui costi dei propri progetti.

Operazione Maddalena: Zero posti di lavoro, 327 milioni di euro e miliardi di dubbi sui riscontri culturali dell’operazione Maddalena! Una spesa così ampia meritava un dibattito che non c’è mai stato.

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