Posts Tagged ‘Buckminster Fuller’

Architettura per gioco

febbraio 7, 2015

Bucky Fuller con la versione del 1943 della Dymaxion Map -Life Marzo 1 1943

“L’architettura è il gioco sapiente, rigoroso e magnifico, dei volumi assemblati sotto la luce” recita il famoso aforisma lecorbusieriano enunciato nel 1921, sulle pagine della rivista Esprit Nouveau. Il pensiero di Le Corbusier è passato alla storia grazie al libro Vers une architecture (1923), che proprio di quella rivista raccoglie una serie di articoli pubblicati negli anni immediatamente precedenti. Nell’introduzione al libro scritta per la ristampa del 1958 Le Corbusier evoca quei momenti “eccezionali” in cui “i giorni e gli anni passavano veloci, occupati, da noi, nella ricerca di un’architettura, di un’urbanistica, un quadro di vita, un’etica e un’estetica dell’arte della costruzione”.

Continua al link:

http://www.archphoto.it/archives/3471

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Drop City

dicembre 12, 2012

DropCity

Alla fine degli anni ’60 del Novecento, un piccolo gruppo di studenti dell’Università del Kansas e dell’Università del Colorado decide di riunirsi in comunità per sperimentare un modello di vita hippie, alternativo alla società tradizionale che conoscevano. Stabilendo un curioso contatto con la natura ed ispirati dagli happening di John Cage, Robert Rauschenberg, Allan Kaprow, gli studenti diedero vita ad una vera e propria comunità. Drop City era costituita da una serie di piccoli edifici che riprendevano le intuizioni strutturali delle cupole geodetiche di Buckminster Fuller. L’esperienza tuttavia non voleva semplicemente ripercorrere le avanguardie artistiche e tecnologiche dell’epoca, ma si propose di sostenere la cultura del reimpiego e del recupero di elementi altrimenti destinati “al rifiuto”, in una logica di espansione sostenibile e di utilizzo delle fonti naturali di energia.

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