“A Rajada”

marzo 17, 2016

Gli architetti svizzeri, si sa, sono caratterizzati dalla precisione dell’orologiaio rinforzata dal rigore del contabile. Quando a queste attitudini, si unisce uno spirito poetico, affascinato dall’astratto e dall’informale, sbocciano geni come Le Corbusier.
Eppure, senza bisogno di scomodare i maestri del moderno, dovremmo tenere a mente il lavoro di Christian Hunziker (1926-1991); egli infatti è un architetto che dimostra quanto la Svizzera sia una terra creativa -pur sempre culla e rifugio dello spirito dada- nonostante l’immagine severa che molti critici di architettura le attribuiscono. La villa “A Rajada” (1961), costruita a Gland, presso il Lago di Lemano, è un progetto espressione di un atteggiamento radicalmente avverso al funzionalismo e contestatore dei dogmi della composizione. Qui scompare l’idea di facciata, traballa il concetto di interno e di esterno, artificiale e naturale. Come ha sostenuto André Corboz ci troviamo di fronte a un “arcaismo texturale” e a un processo costruttivo che smentisce ogni forma di “edonismo architettonico”. Frutto della partnership con Robert Frei, la villa è anche un’opera collettiva, realizzata grazie all’intuito anarchico del committente, alle abilità delle maestranze e alle creazioni artistiche dello scultore Henri Presset e del ceramista Philippe Lambercy. Un exploit fuori da ogni moda architettonica che merita una visita.

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