Ville padronali in Louisiana

dicembre 6, 2012
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Destrehan Plantation House

Gli esempi delle case padronali, significative per valore architettonico e paesaggistico, sono numerosi e diffusi in tutti gli stati del Sud degli Stati Uniti. La Louisiana in particolar modo ci offre situazioni molto varie:

La Destrehan Plantation House, St. Charles Parish, Louisiana (1787-90), la Homeplace Plantation House, St. Charles Parish, Louisiana (1787), Laura Plantation, Vacherie, Louisiana (1820), la Uncle Sam (Constancia) Plantation, St. James Parish, Louisiana (1829-43)[1], la Houmas House Plantation and Gardens, Burnside, Louisiana (1840), la San Francisco Plantation House, Garyville, Louisiana (1849-56), la Dunleith Mansion, Natchez, Mississippi (1858).

Fra i molti paesaggi della Louisiana, uno dei più rilevanti è quello della Rosedown Plantation[2], St. Francisville, (1835), la cui casa era concepita come elemento centrale di un ampio parco-giardino (28 acri) che ricreava situazioni con ascendenze formali francesi, inglesi  e italiane.

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Tuttavia gli scenari delle piantagioni  includevano anche diversi tipi insediativi. L’edificio principale era rappresentato dalla casa del proprietario spesso studiato come manufatto isolato. Ma attorno alla plantation house vi era solitamente un giardino ornamentale, curato da giardinieri professionisti, ed una serie di edifici accessori come la cookhouse, la washhouse (laundry), la smokehouse, la milkhouse (dairy), and a cistern.

Altre strutture erano abbastanza comuni come the carriage house and blacksmith (fabbro-maniscalco) altre come una piccola schoolhouse per i figli del proprietario, cappelle, uffici di rappresentanza per le relazioni commerciali erano abbastanza frequenti, ma senza schemi ricorrenti. La casa del sorvegliante, overseer, lo slave quarter ricoprivano ovviamente un ruolo importante nel funzionamento della piantagione[3]. I materiali utilizzati potevano essere i mattoni o più diffusamente il legno per tutti gli edifici a carattere residenziale. A maggiore distanza si trovavano orti, frutteti, fienili e i recinti per gli animali. Disposte secondo le esigenze della piantagione, vi erano poi svariate strutture agricole per lo stoccaggio di materiali e attrezzi, o necessarie alla lavorazione dei prodotti della piantagione, che completano il quadro sommariamente descritto[4]

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[2]See the landscape description and analysis in the National Historic Landmark nomination form by FRICKER, Donna and TURNER Suzanne. Link download:    http://pdfhost.focus.nps.gov/docs/NHLS/Text/01000765.pdf   URL visited May 31, 2012

[3] See PHILLIPS, B. Ulrich, American Negro Slavery, Baton Rouge, Louisiana State University Press, 1966

[4]See VLACH, John Michael, Back of the Big House, The Architecture of Plantation Slavery, Chapel Hill: University of North Carolina Press, 1993

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