La Maddalena G8: l’ opinione di Cesare de Seta

settembre 6, 2010

da “Progetto in porto”,  pubblicato in Architectural Digest n. 351 Agosto 2010

[…] Fu prescelto per l’ intervento Stefano Boeri, architetto milanese assai noto nella critica architettonica, avrebbe detto Zevi, più per la facondia comunicativa che per le opere finora realizzate. Un critico attento, come Luigi Prestinenza Puglisi, ha scritto che ci sono “in Italia almeno cinquanta architetti” con un curriculum analogo. […] Guardando l’ operazione architettonica in sè, debbo confessare che l’ immagine che mi viene spontanea è quella di una sottiletta Kraft (la Casa del Mare) di vetro e cemento, a pelo sull’ acqua, di due piani e rivestita, al primo, di una pelle traforata a nido d’ ape traslucido. Una sottiletta piovuta da un satellite ostile all’ isola che distrugge un tratto di costa magnifico, con la beffa del “recupero” dell’ Arsenale (padiglione del Mare) alle spalle della Casa del Mare e di altre preesistenze. Il porto è tagliato con l’ accetta, una volta si sarebbe detto con la riga “a T”. Il complesso è costato una cifra da capogiro, ma non mi interesserebbe ciò se il risultato architettonico e di planning dell’ area avesse dotato La Maddalena di un sistema di architetture capaci di arricchire il contesto paesistico dell’ isola. Hèlas, così non è.

Cesare de Seta

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