Quello sfregio ai tagli di Fontana. Quando l’ arte suscita rabbia

marzo 23, 2010

Scoperto uno sputo su un quadro alla Galleria Nazionale di Roma. La direttrice: “un luogo comune diffuso è: ma quale arte? Quella roba so farla anch’io”

di Paolo Conti (estratti dal Corriere della Sera 21 feb 2010)

ROMA – Uno sputo. Per sfregio. Su un’ opera di Lucio Fontana («Concetto spaziale- Attese», 1968, cinque tagli su tela dipinta di bianco) dal valore di almeno 9 milioni di euro, almeno così è stato venduto un altro «Concetto spaziale» da Christie’ s il 12 aprile 2008. S’ era visto ogni vandalismo contro l’ arte: martellate per la Pietà di Michelangelo o per il Nettuno di piazza della Signoria a Firenze, graffiti sui «Savi» di Melotti a Milano, segni di pennarello contro Pollock. Ma mai uno sputo, gesto fisiologico di disprezzo e rifiuto estremo[…]  Indubbiamente uno sputo finito sul vetro trasparentissimo che protegge l’ opera. C’ era, diciamo, una “densa opacità” su quella superficie». Nulla di grave, dunque. È bastata una normale ripulitura e tutto è tornato al suo posto. Ma il gesto simbolico ha fatto riflettere. Ancora Marini Clarelli: «Il sistema di allarme entra in funzione solo quando qualcuno supera i 45 centimetri di distanza. Chi ha sputato, lo ha fatto ad almeno mezzo metro» […]

Bonito Oliva «Le opere contemporanee sono fatte per provocare»

ROMA – Uno sputo su Lucio Fontana. Cosa ne pensa Achille Bonito Oliva, critico, curatore di rassegne internazionali? «Il rifiuto dell’ arte contemporanea avviene storicamente all’ interno dei movimenti stessi. Vorrei citare il vigoroso sarcasmo con cui Piero Dorazio guardava all’ opera di Lucio Fontana e di Alberto Burri. O ancora. La denuncia alla magistratura con cui ancora Dorazio accolse il famoso disabile affetto da sindrome di Down esposto alla Biennale di Venezia da De Dominicis nel 1972 col titolo “Seconda soluzione d’ Immortalità, (L’ Universo è Immobile)”. Nell’ avanguardia non si bada a spese, quando si tratta di conflittualità…» Ma torniamo allo sputo alla galleria nazionale d’ arte moderna, Bonito Oliva: «Normale che l’ arte contemporanea, che provoca emozioni psico-sensoriali coinvolgendo l’ apparato corporale, provochi reazioni non solo mentali ma anche, appunto, corporee. Sappiamo bene che l’ incomprensione dell’ arte porta a gesti di vandalismo. E un pubblico di massa che non conosce la grammatica della sperimentazione può produrre fenomeni di rifiuto come uno sputo. Questo rifiuto può anche coinvolgere la figura del critico, oggetto di ammirazione o di ostilità…»

http://archiviostorico.corriere.it/2010/febbraio/21/Quello_sfregio_tagli_Fontana_Quando_co_9_100221028.shtml

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